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L’inizio della scuola è alle porte e bambini e ragazzi sono alle prese con l’acquisto dei materiali scolastici.
Proprio per questo, oggi, voglio parlarti dei problemi che uno zainetto scolastico non conforme per peso e dimensioni potrebbe causare alla schiena.

Qual è l’impatto dello zainetto scolastico sulla salute dei bambini?

Gli specialisti raccomandano che il carico dello zaino non superi una certa percentuale del peso di chi lo sostiene ma non sempre sono concordi su questa cifra: si va da chi indica un massimo del 5% a chi arriva fino al 20%. Dall’università di Bologna giungono dati piuttosto preoccupanti riguardo al rischio derivante da zaini troppo pesanti. Circa il 40% di bambini compresi tra i 10 e i 15 anni sopportano, in media, un peso di 8 kg ciascuno al quale spesso si aggiunge quello degli “strumenti” necessari per attività collaterali, come quelle sportive, musicali, ricreative.

I rischi di uno zainetto troppo pesante!

Indubbiamente i rischi a cui sono predisposti i bambini che portano zaini troppo pesanti non sono trascurabili: nei soggetti predisposti, un peso eccessivo porta all’insorgenza di spondilolisi, cioè dell’interruzione di una vertebra, e a lungo andare anche di ernia del disco.

Studi recenti hanno, invece, appurato che il peso eccessivo dello zaino non influisce sulle malattie croniche della colonna vertebrale come la scoliosi anche se, in alcuni casi, può provocare un peggioramento per coloro che ne soffrono.

Poiché il mal di schiena in giovane età è considerato predittivo di cronicità, diversi studi hanno indagato la relazione tra il peso della cartella e il mal di schiena.

La ricerca della Fondazione Don Gnocchi

Uno studio recentemente condotto presso la Fondazione Don Gnocchi di Milano, che ha coinvolto oltre 5.000 ragazzi in età scolare suddivisi in tre gruppi in funzione dell’età:

  • bambini (6-10 anni),
  • pre-adolescenti (11-14 anni)
  • adolescenti (15-19 anni),

ha evidenziato che lo zainetto induce il mal di schiena più in relazione all’età e al genere che al suo peso.

I soggetti sono stati sottoposti a un colloquio individuale con un questionario ad hoc. L’intensità del dolore è stata valutata utilizzando la scala di Wong-Baker, uno strumento di autovalutazione dell’intensità del dolore utilizzabile anche nei bambini a partire dai tre anni di età. È costituita da sei faccine, a cui corrispondono sei diversi gradi di dolore. Le faccine vanno dalla più sorridente, corrispondente a “nessun male/dolore”, a quella che piange perché ha “il peggior male/dolore possibile”. Ad ogni faccia corrisponde anche un numero, da 0 a 10, che coincide con l’intensità del dolore. È facilissima da usare, basta indicare la faccina che più rappresenta lo stato d’animo in cui ci si trova.

Sulla base della prevalenza e l’intensità del mal di schiena, i partecipanti sono stati divisi in due gruppi: (1) nessun gruppo o lieve dolore e (2) gruppo di dolore moderato o grave. Il “carico-zainetto” (rapporto tra zainetto e il peso del bambino moltiplicato per 100) è stato calcolato per ciascun soggetto.

I risultati della ricerca

Più del 60% dei soggetti ha riportato dolore. Anche se il “carico-zainetto” diminuisce dai bambini agli adolescenti giovani e meno giovani, il dolore legato allo zainetto aumenta in modo significativo. Le ragazze lamentano in modo significativo un dolore più frequente e più importante rispetto ai ragazzi. Lo studio ha evidenziato che le ragazze adolescenti sono il gruppo a maggior rischio di soffrire di dolore intenso. Il peso dello zainetto ha avuto un impatto debole sul mal di schiena, mentre il tempo per cui si porta la cartella si è rivelato essere un predittore forte: lo zaino non andrebbe portato per più di 15 minuti, per cui sarebbe opportuno toglierlo appena possibile, evitando di sovraccaricarlo di materiale inutile. Inoltre, sarebbe bene evitare di correre con uno zaino troppo pesante sulle spalle e di portarlo su una sola spalla per seguire la moda.

L’attività fisica: un mezzo per prevenire il mal di schiena

Non bisogna sottovalutare, infine, l’importanza dell’attività fisica nei bambini come mezzo per prevenire il mal di schiena e favorire un corretto sviluppo: avere dei muscoli forti e sviluppati aiuta a limitare i danni di qualsiasi patologia vertebrale. Tra le attività sportive più complete ricordiamo sicuramente il nuoto.

Quali caratteristiche dovrebbe avere lo zaino?

Adesso vi elencherò le caratteristiche che dovrebbe avere uno zainetto per non essere nocivo alla schiena:

  • Schienale rigido – per evitare che i libri possano premere sulla schiena e far male con “gli angoli”;
  • Non essere troppo grande – per permettere una maggiore compattezza del contenuto;
  • Avere bretelle larghe e regolabili;
  • Buona qualità per quanto riguarda tessuto e cuciture;
  • Essere provvisto di una cintura da allacciare intorno alla vita, per evitare che “balli”;
  • Possibilità di essere trainato per non affaticare la schiena.

A questo punto non mi resta che augurare a tutti, bambini e ragazzi, un buon inizio dell’anno scolastico!


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Realizzare dispositivi ortopedici ergonomici significa ottimizzare il rendimento del sistema uomo-macchina, creando un’efficiente simbiosi.

Il concetto di ergonomia oggi ha trovato applicazioni di più ampio respiro e viene utilizzato anche per la progettazione e costruzione di ausili, protesi e ortesi che, applicati alle persone con disabilità, hanno il compito di ridurre il divario che si viene a creare tra le abilità residue dell’individuo e i requisiti dell’ambiente in cui egli si muove e vive.

Oggi sono disponibili schienali dinamici a controllo elettronico, studiati per soggetti affetti da gravi distonie – in grado di deformarsi in modo da seguire il paziente durante l’atto distonico, registrando la traiettoria seguita e le potenze imposte dal paziente stesso, e riportandolo delicatamente alla postura di base nel momento in cui la contrazione distonica volge al termine – una pedana oscillante a perno centrale, ideata per il trattamento riabilitativo di bambini che soffrono d’instabilità posturale derivante da patologie del sistema nervoso, protesi elettroniche dell’arto inferiore, per ginocchio e caviglia, che consentono maggiore autonomia da parte della persona con minore carico da parte del caregiver.


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Quanto è frustrante avere come compagno di viaggio il mal di schiena! Sembra proprio che questo disturbo a volte sia intenzionato a rovinarti l’estate e le vacanze. Come mai? Che cos’è che risveglia il mal di schiena in estate? Sono in molti a chiederselo. E io sono qui per risponderti e farti scoprire quali sono le più frequenti cause di lombalgie, sciatalgie e cervicalgie estive e, soprattutto, come prevenirle.

Fare sport senza essere ben allenati


Arrivano le vacanze e tu decidi di iniziare a fare sport. Perfetto! Ma devi ricordare che lo sport fa bene… solo se lo fai bene! E “bene” significa:

  • in modo regolare, durante tutto l’anno, non solo quando vai in vacanza;
  • in modo adeguato rispetto alla tua forma fisica;
  • con la giusta “attrezzatura”, per esempio con scarpe adatte alla tua attività.

Se poi sei soggetto a frequenti mal di schiena, è meglio evitare alcuni sport che mettono sotto stress la colonna vertebrale, come il ciclismo o la corsa. Il primo, che pure può essere benefico per la schiena, si trasforma in suo nemico quando si pedala assumendo posture scorrette oppure quando non si usa una bicicletta adeguata alla propria corporatura.

E come sono correlati, invece, mal di schiena e corsa? Questo tipo di attività può causare uno stress dei muscoli lombari e dei microtraumi a carico dei dischi intervertebrali. Cose che accadono soprattutto quando ci si improvvisa runner da un giorno all’altro, quando non si è sostenuti dai muscoli delle gambe, della schiena e dell’addome.

Meglio fare nuoto, ma non in tutti gli stili, preferisci il dorso. A ogni modo, se hai una patologia diagnosticata, per esempio un’ernia del disco o una scoliosi, non mettere sotto sforzo la schiena senza aver prima consultato il tuo medico.

Se il mal di schiena decide di seguirti in vacanza, per liberartene il prima possibile ti consiglio di non metterti a riposo assoluto. Puoi combattere il dolore con:

  • i farmaci antinfiammatori consigliati dal tuo medico;
  • la crioterapia con applicazione di ghiaccio e/o la termoterapia con cerotti o fasce autoriscaldanti.

Cerca di riprendere il prima possibile il movimento. Ovviamente non devi esagerare: asseconda il tuo corpo ed evita gli sforzi. Potresti fare delle passeggiate indossando una cintura lombare che ti sostenga.

Mal di schiena “da relax”


C’è da non crederci: esiste il mal di schiena “da relax”! In realtà, sarebbe più corretto definirlo
mal di schiena da posture scorrette. Se sei tra quelli che amano stare sdraiati per ore e ore sulla spiaggia, dovresti pensare che le posture che assumi non sono gradite alla tua schiena. Te ne accorgi dal fatto che spesso sei costretto a cambiare posizione.

Ma insomma – obietterai – neanche in vacanza ci si può rilassare e cullarsi nel dolce far nulla? Ti propongo una via di mezzo: di tanto in tanto, alzati per fare due passi o una nuotata, così dai un po’ di sollievo alla schiena.

E a proposito di posture, ti dico anche che dovresti fare attenzione al tuo atteggiamento posturale mentre sei in viaggio:

  • in auto, regola distanza, altezza e inclinazione del sedile in modo che sostenga al meglio la schiena. Ricorda che: schiena e testa devono essere poggiate bene al sedile; tra tronco e cosce deve venire a crearsi un angolo di 90°; i piedi devono poter pigiare bene sui pedali;
  • in aereo o in treno, alzati una volta all’ora e fai due passi nel corridoio per sgranchire le gambe; porta con te un cuscino per il collo.

…e mal di schiena “da valigia”

Infine, attenzione alla postura anche quando sollevi i bagagli, se non vuoi trascorrere le vacanze in compagnia del colpo della strega. Ricorda che è sempre bene piegare le ginocchia e non la schiena.


Attenzione all’aria condizionata

In estate è difficile resistere alla tentazione di accendere l’aria condizionata. Ma attenzione, perché potresti pagare il piacevole refrigerio a caro prezzo e ritrovarti con la schiena bloccata o con una brutta cervicalgia. Ne vale davvero la pena?

Proteggi schiena e collo dai colpi di freddo. Quando torni dalla spiaggia con i capelli ancora bagnati e i vestiti umidi non accendere l’aria condizionata. E non farlo nemmeno quando nel mezzo della notte ti svegli sudato. Sono errori che fanno tutti, e tutti, prima o poi, ne pagano le conseguenze. Se non ti è mai capitato, non pensare di essere immune e non adottare più queste abitudini o rischi di passare la tua vacanza con acciacchi e raffreddore, o peggio, a letto con la schiena bloccata!

E adesso, dedichiamoci alle buone pratiche per prevenire il mal di schiena.

Consigli per prevenire il mal di schiena

Se vuoi tener lontane lombalgia, sciatalgia, dorsalgia o cervicalgia dalle tue vacanze, segui questi consigli.

Fai attività fisica in modo costante e personalizzato

L’attività fisica andrebbe svolta tutto l’anno, perché solo così i nostri muscoli e, in generale, il nostro organismo possono rispondere alle sollecitazioni dello sport senza conseguenze negative. Due suggerimenti:
1. Dedica particolare attenzione alla cura della tua schiena, con
esercizi di rinforzo muscolare e di stretching.
2. Ricorda, poi, che non siamo tutti uguali: per ognuno di noi ci sono attività sportive più indicate di altre. Chiedi consiglio al tuo medico e, se vai in palestra, al tuo personal trainer.

Cura l’alimentazione e idratati

La sana alimentazione e la buona idratazione non dovrebbero mancare in nessun momento dell’anno, ma in estate devi fare ancora più attenzione, perché col caldo e la sudorazione tendiamo a perdere molte sostanze nutrienti e molti liquidi. E sì, anche i muscoli risentono di queste carenze! Possiamo e dobbiamo correre ai ripari. Come? Attraverso un’alimentazione ricca di frutta e verdura di stagione e povera di grassi saturi; bevendo tanta acqua.

Attenzione alle posture che assumi

È una cosa a cui non si fa mai abbastanza caso, ma le posture che assumiamo nella nostra quotidianità possono causare dolori alla schiena. La buona notizia è che possiamo rieducarci.


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Secondo dati Istat, i disabili motori in Italia sono più di un milione, di cui circa 600mila in carrozzina, con una maggioranza di donne (58,8%, pari allo 0,7% dell’intera popolazione) rispetto agli uomini (0,5% dell’intera popolazione). I giovani in carrozzina d’età compresa tra 0 e 18 anni sono lo 0,1%, ma il valore è destinato ad aumentare tra gli adulti, arrivando allo 0,4% dell’intera popolazione, per salire ancora negli over 65, tra i quali circa 400mila utenti ricorrono a questo ausilio. In tutti i casi, se escludiamo gli utenti che usano la carrozzina in modo sporadico, individuare un sistema di postura in grado di garantire il massimo è fondamentale. Antonio Spagnolin, fisioterapista operativo presso l’Unità Spinale di Sondalo (SO), si occupa di carrozzine e sistemi di postura da oltre vent’anni. «Un sistema di postura personalizzato ha diversi vantaggi, dal punto di vista non solo fisico ma anche psicologico. Purtroppo, sono ancora frequenti casi di disabili in sedia a rotelle con una postura tutt’altro che confortevole e funzionale».

Meno disagi

Qual è il vantaggio di una postura migliore? «Pensiamo a chi ha una disabilità motoria grave e passa diverse ore al giorno se non l’intera giornata in carrozzina. Alcune di queste persone non sono in grado di cambiare posizione, altre lo fanno ma in modo incontrollato. Ricercare il miglior comfort di seduta possibile permetterà loro di affrontare la giornata con maggiore serenità senza i dolorosi disagi causati da una postura sbagliata, che inducono a chiedere spesso il cambio di posizione a chi assiste. Una buona postura facilita la mobilità funzionale e permette al paziente di usare gli arti superiori per svolgere un’attività, o gli consente di sfruttare al meglio la mobilità residua e impiegarla, per esempio, per manipolare il joystick per la guida e il controllo del sistema di postura. Un adeguato sistema di postura consente al disabile di offrire una buona immagine di sé e ciò è fondamentale per instaurare normali rapporti interpersonali».

Prevenire le deformità

Un altro significativo vantaggio di un buon sistema di postura è la prevenzione delle deformità conseguenti a una prolungata postura asimmetrica. «Un sistema posturale non può certo fare miracoli», continua Spagnolin, «non può correggere deformità già presenti né può prevenire quelle che potranno comparire nel decorso di talune patologie. Un sistema di seduta può però evitare deformità dovute a un atteggiamento posturale asimmetrico; esso può mitigare il peso delle deformità e consentire una posizione confortevole e funzionale. Una scoliosi molto accentuata con gibbo costale pronunciato può comportare, per esempio, un evidente crollo laterale del paziente. Un adeguato sistema di postura che accolga la deformità è in grado di evitare tale crollo, favorendo una postura seduta più accettabile e anche molto più vicina al normale per quel che riguarda la nostra percezione visiva. Sempre a livello di prevenzione, infine, non è trascurabile l’attenuazione del rischio di sviluppare piaghe da decubito, problema purtroppo ricorrente per quanti si trovano su una carrozzina».

Seduto per il 90% del tempo

«Spesso equipariamo la carrozzina alle gambe di una persona normodotata, che come queste garantisce il movimento, la capacità di spostarsi», continua Spagnolin. «Se in parte l’analogia è corretta, va però sottolineato che il disabile per circa il 90% del suo tempo usa la carrozzina non come veicolo ma come sedia, quindi per stare fermo e seduto. Questo fatto rende ancora più evidente l’importanza di fornire al disabile un sistema di postura che gli permetta di trovarsi a proprio agio; un sistema di postura specificamente concepito in alcuni casi gravi potrà essere integrato da un’ortesi di tronco (corsetto) e da farmaci antispastici. Non ultima, infine, la chirurgia ortopedica può dare un contributo importante in presenza di deformità che configgano con la postura seduta».

Comodità e stabilità

Che cosa dobbiamo chiedere a un sistema di postura? A quali condizioni si può ritenerlo adatto a chi deve usarlo? «La qualità principale è la comodità», precisa Spagnolin. «Non sentire dolore e sentirsi comodi induce uno stato di benessere che predispone ai rapporti interpersonali e alle attività funzionali. Un buon comfort comporta anche la normalizzazione del tono, fattore non trascurabile in caso, per esempio, di lesione encefalica, che porta a irrigidirsi se la postura è scomoda». La stabilità è la seconda imprescindibile prerogativa di un sistema posturale. «La persona disabile deve sentirsi sicuro di non cadere e poter cambiare la posizione quando lo desidera, così non sprecherà risorse per mantenersi seduta. Le risorse buttate in ancoraggi e irrigidimenti inficiano la vita di relazione. Alla stabilità segue il beneficio di usare meglio i movimenti funzionali residui senza paura di cadere: difficilmente chi è mal posto in carrozzina allontanerà le braccia dal tronco, temendo di sbilanciarsi».


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